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Albania. La nostra scuola di Scutari in un Paese in crisi

La crisi economica in Albania tocca inevitabilmente (e non solo) la scuola Atë Pjetër Meshkalla (abbreviato APM) dei Gesuiti a Scutari. Si tratta di una crisi profonda che si concretizza nel calo delle natalità, nell’emigrazione e provoca non poche situazioni di disperazione, ma che si scontra anche con i progetti di apostolato della Compagnia di Gesù, talvolta ambiziosi.

“Mi sono convinto – dichiara P. Ronny Alesso S.I., rettore della scuola – che è bene condividere la fatica che fanno molti italiani, fatica che rimette in questione l’Albania e i nostri progetti, in quanto la crisi economica che attraversa l’occidente ha ovvie ripercussioni anche nel mondo orientale e nelle nazioni di confine, diventando motivo di lamentela, di malcontento, addirittura di rabbia quando tocca persone o zone del mondo già povere e provate, diventando destabilizzante e provocando esodi di massa e disperazione! Anche se sono a Scutari da poco, avevo alcune convinzioni, tra cui quella che l’Albania fosse un paese in crescita. Ne ero convinto, così come lo erano molti qui, ma è bastato poco, qualche azienda chiusa, un aumento delle tasse fino al 40% nel solo mese di febbraio, ed ecco che tra marzo e giugno di quest’anno si è registrata una emigrazione dall’Albania pari a quella degli anni ‘90, come ha denunciato l’INSTAT in aprile del 2015 e come hanno dichiarato molti giornali nazionali albanesi”.

La zona più colpita è stata proprio il nord dell’Albania, dove si trova Scutari con la nostra scuola Atë Pjetër Meshkalla. La crisi economica va a braccetto con la modernità e quindi con il calo delle natalità. Tutto questo ci interroga profondamente come scuola, giacché le iscrizioni hanno registrato un inevitabile ribasso, nonostante il forte e rinnovato impegno della Compagnia di Gesù in questa scuola, rappresentato emblematicamente nella costruzione del nuovo edificio scolastico, moderno, efficiente, funzionale e soprattutto pensato per innalzare la capienza da 400 a 600 alunni, e quindi alla possibilità di accogliere fino a 200 studenti al primo anno.

“La scuola Atë Pjetër Meshkalla ha un livello di qualità nota a tutti in Albania – continua p. Ronny – ed è riconosciuta come scuola selettiva con livello di insegnamento esemplare. Malgrado questi riconoscimenti, io come direttore didattico e il corpo docente ci siamo cominciati a porre delle domande su come aumentare ulteriormente la qualità dell’insegnamento, ma anche la qualità della comunicazione tra di noi, migliorando l’organizzazione scolastica. Ci interroghiamo inoltre sulla nostra reale conoscenza del contesto in cui operiamo; infatti, è un contesto che ha visto aumentare di netto le scuole “liceo” come la nostra: nel 2007 a Scutari erano 4, mentre oggi sono presenti ben 18 “licei” (tra scuole Turche, Islamiche, Cattoliche, Private e Pubbliche): un numero davvero elevato in rapporto alle dimensioni della piccola Scutari, che conta meno di centomila abitanti”.

Oltre al calo di inscritti, un altro problema sostanzialmente segnato dalla crisi e, più specificatamente, dalla povertà culturale è che il livello formativo delle scuole elementari e medie sta calando notevolmente e, con esso, anche quello delle Università albanesi, e quindi dei futuri docenti. Per questo ci troviamo sempre più spesso ad accogliere alunni con grandi lacune formative di base che la nostra scuola triennale difficilmente riesce a colmare.

“Con queste brevi osservazioni – conclude il Rettore – desidero sottolineare come la crisi economica, la riduzione delle natalità, l’impoverimento culturale, possano mettere in crisi i nostri progetti. Credo che tutto questo possa essere condiviso in molte parti del mondo e spero venga letto come una nuova sfida e un cammino da compiere, magari assieme”.

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