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Stonyhurst. Un anno che non dimenticherò

Come annunciato, ogni mese pubblicheremo la testimonianza diretta di uno dei giovani alunni delle nostre scuole che sta frequentando il quarto anno di Liceo nello Stonyhurst College dei Padri Gesuiti in Inghilterra. Per il mese di ottobre la voce è quella di Filiberto, che ci scrive subito prima di rientrare in Italia per una breve pausa delle lezioni. Grazie a Filiberto per "rompere il ghiaccio" e per il suo bel racconto.

AMDG

Mi chiamo Filiberto. Sono uno studente dell’Istituto Sociale di Torino dei padri Gesuiti. Premetto di essere estremamente grato alla mia scuola per il semplice fatto che propone ai suoi studenti esperienze di vita e di crescita non comuni come quella che sto vivendo. Quest’anno mi ritrovo a scrivere queste parole in un maestoso collegio situato nell’Inghilterra nord occidentale, lo Stonyhurst College, anch’esso dei padri gesuiti, immerso in quello che posso veramente definire locus amoenus, fra campi, boschi e prati tipici della campagna inglese, che regalano sensazioni uniche di pace e armonia.

Questo incantevole, maestoso e austero college, molto antico e costruito in stile gotico vittoriano, si trova all’interno di una proprietà rurale di 300 acri, circondato da magnifici giardini e attrezzati campi sportivi, fra il fiume Odder e la foresta di Bowland, nel pieno della Ribble Valley, nel Lancashire. La scuola fu fondata dai Gesuiti inglesi nel 1593 a Saint Homer nella Francia del nord, non lontano dal confine col Belgio, per l’educazione cattolica dei laici inglesi, che compivano tutto il viaggio dalla loro casa in incognito a costo di molti rischi, perché allora nell’Inghilterra anglicana le leggi contro i cattolici erano veramente molto severe. Poi nel 1793, al tempo della rivoluzione francese, la scuola poté rientrare in territorio inglese, dove venne ospitata in questa tenuta.

Tanto è bello l’edificio, tanto apprezzabili sono le persone che vivono e lavorano al suo interno, tra eleganti saloni e corridoi, dipinti, archi gotici e scaloni di legno. Penso che qui sia quasi impossibile o comunque raro trovare una persona non gentile o che non si attenga alla forma che il luogo richiede.

Lo Stonyhurst college, in particolare, oltre a essere una semplice scuola è, da sempre, una boarding school, ovvero un collegio all’interno del quale i boarders, cioè i convittori, alloggiano e vivono la loro intera giornata, scandita da tempi ben cadenzati, sotto la guida e sorveglianza dei loro educatori.

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Qui non si ha la propria classe come in Italia, ma gli studenti si muovono per raggiungere la classe della materia scelta, così che si ha la possibilità di conoscere più persone all’interno della scuola.

Una qualità che ogni studente deve assolutamente avere è l’organizzazione efficace del tempo. Non c’è un attimo da perdere, qualsiasi momento è importante per fare qualcosa.

Ogni mattina ci si dà il buon giorno con un’assemblea che può essere presieduta da diverse figure d’autorità, come l’Headmaster, come qui chiamano il Preside, il cappellano o il Playroom master, ovvero colui che dirige gli studenti del nostro anno, nel mio caso il IV, che qui chiamano Poetry. Infatti in questo collegio definiscono gli anni di età in base ai nomi della tradizione dell’insegnamento delle arti della parola: Lower Grammar, Grammar, Syntax, Poetry, Rhetoric, e il nome playroom, quello, cioè, della sala comune di ogni anno di età, ha a che fare con l’attività teatrale e musicale tradizionale della scuola. Dopo il saluto e l’assemblea del mattino ognuno va in aula. Terminate le lezioni si va in refettorio per la cena. Dopo cena ci si ritira nella propria camera per continuare lo studio, fino alle 21. Terminati gli studi ci si rilassa con i propri compagni fino alle 10, quindi si rientra nella propria camera per dormire. Bisogna sfruttare al meglio le ore di sonno, proprio perché i ritmi della giornata sono piuttosto intensi.

Qui tengono molto anche alla pratica sportiva e a molte altre attività, non proprio comuni nel nostro Paese. Io, per esempio, posso dire di essere un cadetto del Royal British Army nella Combined Cadet Force dello Stonyhurst College. Proprio così. Si tratta di un’attività facoltativa ma molto popolare qui, durante il quale, con la disciplina militare, si sviluppa senso di fiducia in sé stessi e si apprende a muoversi e operare in sincrono con gli altri secondo delle regole ben chiare. Può sembrare una cosa piuttosto seria e dura, ma in realtà ci si diverte parecchio e è molto formativa. Nel momenti di pausa posso rilassarmi suonando uno Stainway a coda in un salone grande e elegante come può essere quello di un museo.

Ma non bobbiamo dimenticare un altro aspetto molto importante della vita che trascorriamo qui, cioè quello spirituale e religioso.

Questa è una scuola cattolica della Compagnia di Gesù. Ogni mattina durante l’assemblea vi è il tempo della preghiera. La Messa della domenica nella chiesa intitolata a san Pietro non mi sembra una normale funzione, ma qualcosa di più. Alcune volte è addirittura emozionante vedere quella meravigliosa Chiesa colma di giovani che indossano l’elegante uniforme scolastica. Ogni volta la preghiera è accompagnata da canti sublimi. La nostra scuola vanta un eccellente coro che oserei definire fondamentale per rendere tutto così perfetto. Qualche settimana fa è stata celebrata anche la Messa speciale per la comunità italiana di Stonyhurst. Non una delle più maestose ma una delle più sentite.

Fa neanche due mesi che vivo qui. Non è molto, ma è abbastanza per sentirmi parte di Stonyhurst. Infatti in poco tempo è nata una sorta di sentimento di appartenenza nei confronti di questa mia scuola che mi ha già regalato emozioni forti.

Sono sicuro che questo sarà un anno della mia vita che non dimenticherò, un anno che mi darà tanto. Sento che la formazione che ricevo qui, combinata a quella che ricevo nella mia scuola in Italia, mi darà molto in più e mi accompagnerà sempre. Come ci hanno detto alla presentazione di questo progetto: «uno degli anni più belli della vostra vita».

LDS

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