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Hangout di Natale. “Non combattete, per favore!”

"La pace non è un dato, ma una conquista". La pace non viene da sola, ma si costruisce insieme e costa fatica. Con questa preghiera finale di Don Tonino Bello, recitata tutti insieme in un unico coro di voci, da Torino a Palermo, da Milano a Napoli, da Roma a Messina, passando anche per Scutari (in Albania), si è concluso l'hangout di Natale tra le scuole della rete Gesuiti Educazione, tenutosi la mattina di martedì 1 dicembre, condotto da Andrea Sarubbi.

E’ ormai una bella tradizione ritrovarsi, collegati in videoconferenza con i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, in alcuni momenti significativi dell’anno, come degli amici che si danno regolarmente un appuntamento per incontrarsi, almeno a Natale e Pasqua, per scambiarsi gli auguri.

Tuttavia, quest’anno il clima natalizio è sicuramente adombrato dalla tristezza e dalla preoccupazione per il dilagare della violenza nel mondo e della “guerra a pezzetti” (come la chiama Papa Francesco). Ciascuna scuola, durante il collegamento, ha pertanto inviato i suoi auguri di Natale proponendo dei video, delle testimonianze, degli spunti di riflessione e di preghiera sui temi dell’accoglienza, della pace e del dialogo, alla luce degli attentati di Parigi, ma anche del viaggio del Papa in Africa.

“Disarmiamo gli armamenti disarmati di un cuore. La pace è la soluzione di ogni conflitto”. Questo il tema del video realizzato dal CEI di Palermo. I bimbi del Sociale di Torino, invece, con dei disegni hanno rivolto il loro appello ai grandi della terra: “Non combattete, per favore!”. I più grandi dei Licei, invece, hanno letto il testo di Antoine Leiris, la cui moglie è stata ammazzata al Bataclan di Parigi: “Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

Dal Leone XIII di Milano ogni scuola, dai piccoli della Primaria ai grandi del Liceo hanno presentato la loro visione e speranza di pace, mentre dall’Albania i ragazzi hanno testimoniato in diretta come nella loro scuola (cattolica, dei Padri Gesuiti) convivano felicemente e pacificamente giovani di religioni ed etnie diverse.

“Vogliono farci credere che, senza religioni e senza i valori della fede, il mondo sarebbe migliore e più bello – ha affermato Padre Vitangelo Denora nel suo messaggio conclusivo – Ma, secondo me, non è così, è un inganno! Anzi, senza le religioni il mondo sarebbe peggiore, più triste, più brutto. Il Natale ci invita a scommettere e a spendere la nostra vita per l’amore, per la pace, per l’umanità. E questo ci avvicina, superando guerre, violenze, incomprensioni. Riscopriamo la bellezza della fede e dell’Amore, che ci rende più “uomini” e soprattutto persone migliori, poichè, in fondo, come dice un proverbio “el mundo es un pañuelo“.

 

 

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