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Stonyhurst. Un tuffo nel prestigioso college inglese gemellato con noi

Josephine Vassallo, referente per l'internazionalità nella Fondazione Gesuiti Educazione, è stata nel mese di gennaio in visita al College gesuita di Stonyhurst, in Lancashire (Inghilterra), con il quale da parecchi anni abbiamo in corso una convenzione e una collaborazione, grazie alla quale i nostri studenti possono trascorrere il quarto anno a Stonyhurst, concordando un piano di studi, con un progetto formativo comune e accompagnati e seguiti personalmente. Ecco il racconto di Josephine su questa visita importante.

Ho trascorso una settimana intensa (8-12 gennaio) al College di Stonyhurst, la scuola dei gesuiti inglesi, con molte tradizioni e una storia affascinante.

Il mio programma giornaliero era pieno di incontri con i membri dello staff, frequentando delle lezioni, un tour accompagnata dal curatore delle collezioni storiche riconosciute a livello internazionale di circa 70.000 oggetti e dall’archivista del College.

Tra il personale che ho incontrato c’erano Miss Debbie Kirkby, Direttrice dell’IB, Miss Lorraine Wright, Direttrice degli Studi, Vincent Sharples, Vice Capo Apprendimento, Steve Whitford, Vice Economo, Patrick McBeth, Vice Capo Pastorale, Catherine Hanley, Laico Cappellano, Jo-Anne Brown e Alan Roberts che sono responsabili della Summer Language School, Carol Anderton, la Careers Advisor, Reuban Strain, che è il Maestro dei ragazzi del College e Lyndsay Fielding, responsabile delle ragazze.

Tutti i membri del personale, compresi i dirigenti scolastici, gli insegnanti, il personale di supporto, seguono una formazione professionale, che è chiamata “Induzione alla Vision condivisa”, fornita dal Jesuit Institute di Londra con l’obiettivo di “migliorare la vita e l’apprendimento per la gloria di Dio e il bene comune”.

Il college non considera solo i voti. Lo studente è educato nella sua totalità: spiritualmente, emotivamente e accademicamente. Tutti i membri dello staff cercano di fare del loro meglio per aiutare gli studenti a svilupparsi come individui. Si prendono cura di loro come persone, volendo renderle le persone migliori che possano diventare. In effetti il motto del college è “Quant Je Puis” – fare del mio meglio.

La giornata scolastica è molto lunga, a partire dall’Assemblea iniziale, dove tutti gli studenti si riuniscono nella chiesa di San Pietro, che è anche la parrocchia dell’area, per pregare insieme e per un briefing. Il capo del College, John Browne, mi ha chiesto di parlare all’assemblea degli studenti dopo la preghiera del lunedì mattina, durante la quale ho parlato delle mie responsabilità e del lavoro svolto nelle scuole italiane, maltesi e albanesi.

Le lezioni terminano alle 17.30, seguite da altre attività, la cena, gli studi serali e i compiti.

La maggior parte degli insegnanti è coinvolta non solo in classe ma anche in altri aspetti della vita quotidiana degli studenti, sia nel tempo libero o nei giochi di attività, musica, teatro e in qualsiasi altro tipo di spettacolo.

Lunedì ho pranzato con gli studenti italiani. Questo mi ha dato l’opportunità di ascoltare le loro esperienze, che all’inizio hanno trovato molto impegnative. A loro piace il fatto che il numero di studenti in classe sia basso e che gli insegnanti siano in grado di concentrarsi su ciascuno di loro singolarmente. Hanno osservato che il sistema IB è un approccio diverso dal modo italiano di insegnamento frontale. Dà la possibilità di riflettere di più, utilizzare la propria iniziativa e le proprie idee per studiare. Essere “boarder” li aiuta ad assumersi la responsabilità del proprio apprendimento e a imparare come gestire il tempo. L’impostazione multiculturale offre loro una prospettiva globale dell’apprendimento.

Ho partecipato a due lezioni molto interessanti. Una era IB Philosophy dove Sabatino Santangelo era presente. L’argomento era l’egoismo etico. L’insegnante ha introdotto rapidamente l’argomento con due brevi dichiarazioni di Max Steiner. Poi è seguita un’interessante discussione tra gli studenti, in cui si sono “sfidati” e confrontati a vicenda, contribuendo a interrogarsi e rispondendo a vicenda. A volte l’insegnante commentava semplicemente dando dei feedback, ad esempio “argomenti coerenti, argomento forte / debole”. In preparazione alla successiva lezione, diede loro alcune citazioni su cui costruire delle loro argomentazioni. Voleva che pensassero in modo diverso e profondo.

Un’altra lezione interessante a cui ho assistito è stata chimica. Isabel Calandrini e Niccolo Manenti erano presenti a questa lezione. Anche qui c’è stata solo una breve introduzione dell’insegnante. A coppie gli studenti dovevano preparare una presentazione e una spiegazione, mentre gli altri dovevano annotare appunti. Ogni tanto l’insegnante li interrogava per ulteriori spiegazioni, approfondimenti e chiarimenti. Una volta terminato questo esercizio, l’insegnante ha verificato con gli studenti l’obiettivo, la comprensione e l’applicazione della lezione per vedere se stavano coprendo il programma necessario. Quindi riassume i punti principali. È un metodo molto interattivo.

Ho notato che l’IB è inquadrato in un approccio costruttivista fondato proprio sulla pedagogia dei Gesuiti.

L’ufficcio della Pastoralie di Stonyhurst, che si chiama il Centro Emmaus, offre opportunità di partecipazione attiva alla liturgia, alla catechesi e ai programmi di fede, promuovendo la giustizia. Questi programmi includono:

  • Il programma Arrupe in cui gli studenti svolgono un servizio di volontariato nella comunità locale, con attività in case di cura, scuole elementari e scuole con bisogni speciali (tutti gli studenti italiani sono coinvolti in questo programma)
  • Il Progetto Hummingbird in cui gli studenti hanno l’opportunità di lavorare al progetto di Stonyhurst per reinserire una famiglia siriana all’interno della loro comunità
  • Stonyhurst Foodbank, dove gli studenti possono essere coinvolti nella campagna studentesca per raccogliere cibo per la banca del cibo locale.

Posso dire che durante questa settimana ho potuto sentire fortemente l’obiettivo principale del College, cioè che tutti gli studenti prendono coscienza dei doni e dei talenti che sono stati dati loro e ne fanno qualcosa di straordinario per gli altri. Non è solo per superare gli esami, ma anche per formarli per essere curiosi e saggi.

Vorrei ringraziare Roxanne Taylor, Assistente Personale del Preside del Collegio, per l’organizzazione della visita, e anche Peter Ansell, insegnante di Lingue Straniere Moderne, e Paolo Schimmenti, insegnante italiano di latino e greco, che accompagna gli studenti italiani durante il loro soggiorno, per avermi ospitato per tutta la settimana.

Josephine Vassallo

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