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Malta. Alla scoperta del Saint Aloysius College

Nel mese di dicembre 2017 il St. Aloysius College di Malta è entrato ufficialmente nella Fondazione Gesuiti Educazione, anche in seguito alla nascita della nuova Provincia Euromediterranea che comprende Italia, Malta, Albania e Romania. Presentiamo qui questa nuova grande realtà della nostra rete di scuole.

La storia nel campo dell’istruzione dei Gesuiti a Malta risale al 1592 con la fondazione del Collegium Melitense a La Valletta, un collegio con pontificia facoltà e che conferiva lauree accademiche. I Gesuiti vennero espulsi da Malta dal Granmaestro Pinto nel 1768 e il Collegium Melitense divenne l’Università di Malta.

Nel 1845 i Gesuiti ritornarono a Malta quando un gruppo di gesuiti inglesi aprì a Mdina la St Paul’s Boarding School che più tardi fu trasferita a La Valletta.

Nel 1866 i gesuiti siciliani dirigevano e insegnavano nel seminario di Gozo mentre dei gesuiti inglesi fondarono il St. Ignatius College a San Giuliano.

Quando questi ultimi ritornarono in Inghilterra, su richiesta di Papa Pio X i gesuiti siciliani fondarono il Collegio di San Luigi nel 1907 che era una scuola diurna e un convitto allo stesso tempo. Oltre all’edificio originale costruito dai gesuiti siciliani nel 1896 e che serviva per il loro scolasticato siccome erano stati espulsi da Garibaldi, ci furono delle altre costruzioni: nel 1914 fu aperta la chiesa, nel ’28 il teatro, nel ’54 i campi da gioco, nel ’91 il complesso del Sixth Form e nel 2008 abbiamo aggiunto la scuola elementare. Durante la seconda guerra mondiale il collegio fungeva anche da ospedale.

A Malta ci sono circa 52 scuole cattoliche, che comprendono le preelementari, le elementari, le secondarie e le postsecondarie. Il 60% degli studenti maltesi frequenta le scuole statali, il 30% quelle cattoliche mentre il 10% frequenta altre scuole private.

Le lingue ufficiali di Malta sono due: l’inglese e il maltese. Il maltese appartiene al gruppo di lingue semitiche come l’arabo, l’ebraico e l’amarico. C’è però una differenza fondamentale: l’alfabeto è romano mentre le strutture grammaticali sono totalmente semitiche. Si sono formate poi molte parole che derivano dall’italiano e dall’inglese.

Le nostre scuole seguono il programma del curriculum nazionale. Al momento ci sono varie proposte di riforme, che comprendono materie vocazionali dalla terza classe della scuola secondaria e anche un nuovo metodo di valutazione.

“Un fattore importante che vorrei sottolineare – dichiara Padre Jimmy Bartolo SJ, Rettore della Scuola – è il fatto che le scuole cattoliche sono interamente sovvenzionate dal Governo come risultato dell’accordo raggiunto nel 1991 tra la Santa Sede e la Repubblica di Malta dopo una lunga contesa politica tra il governo socialista e la Chiesa di Malta. Il governo sosteneva che le scuole delle Chiesa dovessero essere senza pagamento delle rette. Le scuole erano molto unite e decise a salvaguardare la propria identità e il proprio ethos come scuole cattoliche. La Chiesa ha dato moltissime terre allo Stato compiendo, secondo alcuni, un grande errore. Io penso invece che abbia fatto un gesto profetico”.

Nel 1991 venne firmato un accordo tra il governo nazionalista e la Chiesa, grazie al quale nelle scuole cattoliche non si paga alcuna retta e, allo stesso tempo, il Governo è tenuto a pagare gli stipendi degli insegnanti, come anche il 10% delle spese approvate dal direttorato statale responsabile per la manutenzione. Intanto le scuole possono anche chiedere delle donazioni facoltative e libere ai genitori. “In questi ultimi anni – continua sempre Padre Bartolo – siamo sempre più costretti a lottare per ottenere quello che ci spetta di diritto”.

I bambini che sono ammessi all’asilo (seconda classe) SONO ESTRATTI A SORTE e hanno di solito 4 anni.
La nostra scuola elementare inizia con il secondo anno dell’asilo e copre fino alla sesta classe delle elementari. Gli studenti poi sostengono un esame standard e continuano i loro studi a livello secondario. Sono tutti maschi e in tutto in queste classi ci sono 521 studenti.
La scuola elementare era gestita prima dalle Suore Francescane Missionarie di Maria. Dal 2008 il St. Aloysius gestisce anche questa scuola elementare.

Uno degli obiettivi principali di questo anno scolastico per la scuola elementare è di affrontare problemi che hanno a che fare con l’alfabetismo in tutte le varie fasi degli anni delle elementari. Stiamo lavorando duramente perché questa scuola possa diventare sempre più ignaziana. Abbiamo cambiato l’uniforme scolastica, abbiamo scelto un cappellano laico che ha una solida formazione ignaziana e diamo degli input più regolari al personale.
Le abilità degli studenti sono molto varie ed è una continua sfida per gli insegnanti che cercano di comunicare con tutti gli studenti. Abbiamo anche un gruppo di sostegno composto di persone molto competenti e specializzate. A Malta queste persone sono comunemente chiamate “learning support assistants”, cioè insegnanti che aiutano individualmente i bambini che hanno problemi di apprendimento o che soffrono di qualche forma di disabilità.

Da quest’anno abbiamo deciso di ammettere ogni anno due ragazzi i cui genitori sono profughi o richiedenti asilo politico.

Dopa la scuola elementare segue quella secondaria, che dura cinque anni. Alla fine del secondo anno, agli studenti viene chiesto di scegliere le materie che poi studieranno fino all’esame nazionale del SEC. Al momento stiamo offrendo agli insegnanti dei corsi sull’insegnamento differenziato e la valutazione formativa in modo tale da riuscire a curare la formazione di ogni studente, indipendentemente dalle capacità che ha. È senz’altro una grande sfida per tutti gli insegnanti, soprattutto perché nelle scuole statali hanno introdotto sistemi vari con cui i bambini rischiano di rimanere “etichettati” per tutta la vita.

Una caratteristica della nostra scuola secondaria è il sistema dei “prefetti”, che sono responsabili per gli studenti di ogni anno. Ogni prefetto ha una sezione che comprende circa 100 studenti e che segue da vicino insieme ai così chiamati “form teachers”. Fra questi cinque prefetti, due stanno studiando per diventare gesuiti: uno è maltese e l’altro viene dal Kenya.

Nel sistema educativo maltese, dopo il quinto anno della scuola secondaria c’è una vasta scelta a disposizione degli studenti: possono iscriversi, fra l’altro, al MCAST, all’Istituto di Studi Turistici o al Sixth Form che poi prepara lo studente all’università.

Fr Jimmy Bartolo SJ
Rector of St Aloysius College
Jesuits

I criteri di ammissione al Sixth Form sono di natura accademica. Abbiamo esaminato bene la possibilità di rendere più elastico questo criterio ma ci è molto difficile trovare un sistema che sia davvero oggettivo e giusto, se includiamo criteri di formazione non formale ed informale.
Offriamo anche molte opportunità di volontariato durante i mesi estivi come anche durante tutto l’anno.
Abbiamo aumentato la gamma di materie da cui lo studente può scegliere, come anche il numero di studenti per evitare che diventi una gara, siccome il nostro Sixth Form è molto ambito da tutti.

Offriamo anche delle opportunità agli studenti perché possano avere una formazione maggiore di fede. Il cappellano è anche vice preside della scuola e forma parte del personale dirigente. Questo è fondamentale per noi perché vogliamo trasmettere questo nostro desiderio di integrare la formazione di fede e giustizia con gli altri aspetti di formazione dei nostri studenti.

Nella nostra scuola diamo una importanza particolare alla formazione sociale dei ragazzi iscritti al Sixth Form. Questo programma, che noi chiamiamo “Social Responsibilty Programme”, comprende 50 ore di volontariato durante il primo anni di studi ed è obbligatorio perché lo studente possa passare al secondo anno.

Al St. Aloysius abbiamo anche un grande complesso sportivo che comprende anche due grandi campi da gioco. Da poco si è deciso di fare un bando perché questo complesso con un grande potenziale venga affittato e diretto da una società privata. In questo modo verrà assicurata una buona sostenibilità finanziaria e le strutture ricreative potranno essere ulteriormente sviluppate e mantenute.

Abbiamo anche lanciato l'”Eucharistic Youth Movement” (quello che in Italia si chiama MEG) nella scuola elementare e quella secondaria e il nostro obiettivo è quello di consolidare il senso di unione. Stiamo anche esaminando la possibilità di introdurre l’idea di leader a livello di Sixth Form che farebbero parte del EYM, come anche di impartire una buona formazione a questi studenti.

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