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Le persone non sono solo numeri

Roma

12 Nov 2018

La scorsa settimana sono state pubblicate, con una certa risonanza, le "valutazioni" date alle scuole italiane da Eduscopio della Fondazione Agnelli. Alcune scuole della nostra rete sono risultate nelle primissime posizioni di questa sorta di "classifica", ma, in un'ottica ignaziana, desideriamo proporre alcune riflessioni su questo progetto che vadano un po' più in profondità e in dettaglio.

Sicuramente siamo molto contenti per il nostro Istituto Gonzaga di Palermo, che per il secondo anno consecutivo è al primo posto nella classifica dei licei classici cittadini, così come per il nostro Istituto Massimo di Roma, che è tra i primi 10 licei della capitale.

“Siamo contenti dell’ottima posizione del Liceo Classico del Gonzaga – afferma P. Vitangelo Denora SJ, direttore generale del Gonzaga-ISP – perché da anni, come Gesuiti, stiamo sostenendo il percorso di studi del liceo classico, rimanendo convinti della sua grande attualità per il mondo di oggi. Esso infatti, ad una lettura non superficiale e secondo tutti gli studi più avanzati sul tema, promuove le vere competenze chiave per la sfida di oggi, che è vivere nella complessità con senso critico e creatività”.

Sicuramente questi risultati sono per noi motivo di grande soddisfazione e segno dell’impegno e del lavoro che la Compagnia di Gesù investe in campo educativo. Tuttavia, con l’approccio “ignaziano” che ci contraddistingue, desideriamo andare un po’ oltre il semplice “risultato numerico” e invitare a una certa “prudenza” nella lettura di questi dati.

In tempi di open day, presentazioni e apertura delle iscrizioni per il prossimo anno, le valutazioni offerte da Eduscopio cercano di offrire qualche elemento in più alle famiglie e agli studenti che devono prendere una decisione impegnativa e non facile per il loro futuro relativamente alla scelta della scuola a cui iscriversi. Da molti, però, vengono viste e interpretate come un giudizio sulla “bontà” di una scuola e una valutazione sul servizio offerto.

Ci preme quindi sottolineare alcuni aspetti, a nostro avviso rilevanti, da cui non si può prescindere nella “lettura” di queste “classifiche”, che possono comunque offrire anche elementi utili per le famiglie.

La prima considerazione, di natura più “tecnica”, riguarda il fatto che i dati presentati sono comunque piuttosto “datati”, in quanto considerano i risultati universitari degli ex-alunni negli anni accademici 2013/14, 2014/2015 e 2015/2016 e, di conseguenza, sono relativi a studenti che hanno frequentato le scuole superiori cinque o sei anni fa. Considerato che il principale documento di “programmazione” delle scuole (il cosiddetto PTOF – Piano Triennale dell’Offerta Formativa) ha una cadenza triennale (come indicato dal nome stesso), è evidente che una scuola, nell’arco di 5-6 anni, può cambiare anche significativamente in termini di percorsi di studio, offerta formativa, attività e servizi.

In secondo luogo, lo studio della Fondazione Agnelli non prende in considerazione tutti gli studenti che proseguono i loro studi all’estero, anzi, li considera come “abbandoni”. In questo caso, quindi, gli studenti spesso migliori e più preparati delle nostre scuole, che vanno a studiare in prestigiose università straniere, rappresenterebbero addirittura una “penalizzazione” per la posizione della scuola nella graduatoria. Per alcune delle nostre scuole, aperte al mondo e con una forte internazionalità, con contatti diretti con università straniere (anche della rete dei gesuiti) può rappresentare un indiscutibile elemento di criticità che comunque falsa la lettura della situazione.

Il terzo aspetto, che ci pare il più rilevante, risiede nel fatto che questa graduatoria “misura” il successo della scuola solo ed esclusivamente con un unico parametro: il successo in campo universitario dei propri ex-alunni. Indubbiamente questo aspetto è utile e importante, ma certamente non è l’unico e forse nemmeno il più significativo.

“La formazione che nelle scuole ignaziane cerchiamo di offrire – commenta P. Jimmy Bartolo SJ, Presidente della Fondazione Gesuiti Educazione e direttore generale del St. Aloysius College di Malta – è fondata su quelle che noi chiamiamo le 4C, cioè persone con quattro caratteristiche fondamentali: Competent, Compassionate, of Conscience e Committed. E’ quello che, per lunghi anni a livello mondiale si identificava come lo “slogan” della missione educativa dei gesuiti: formare uomini e donne con e per gli altri, “leaders nel servizio”, accademicamente preparate e aperte al mondo. Per noi conta la persona nella sua interezza, la sua crescita integrale, il suo essere con e per gli altri, in un mondo aperto, globale, più giusto e più “umano”. La nostra missione è quella di accompagnare i nostri ragazzi nel lungo e impegnativo percorso di crescita, aiutandoli a comprendere e valorizzare i loro talenti, con una cura personale”.

“E’ interessante la fotografia delle scuole realizzata da Eduscopio – conclude P. Giovanni La Manna SJ, Direttore Generale del Massimo – ma si basa su un solo criterio. Possiamo misurare uomini e donne, la loro crescita culturale e umana, con il criterio dell’andamento del loro primo anno di università e, da questo, dedurne la bontà di una scuola? Le persone non sono solo numeri!”.

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